Negato ogni risarcimento a Fabrizia Di Lorenzo, la giovane italiana che è rimasta uccisa nella strage di Berlino quando un uomo, Anis Amri (poi ucciso in Italia, a Sesto San Giovanni) è piombato sulla folla con un tir in un mercatino di Natale. Il governo tedesco, dunque, sarebbe stato “assente” lasciando da soli i familiari della vittima. “Non c’è importo che possa pagare la morte di nostra figlia ma significherebbe ammettere le responsabilità per non aver fermato un criminale noto da anni e per non aver preso precauzioni come le barriere installate dopo l’attentato” hanno detto i suoi genitori.

Berlino, attentato equiparato ad incidente stradale

“Abbiamo dovuto chiedere sempre, insistere e non ci hanno dato nemmeno un interprete” hanno detto i genitori di Fabrizia Di Lorenzo al “Corriere della Sera”. “Hanno fatto lo stesso con le altre famiglie, anche tedesche” hanno aggiunto. Qualche giorno fa, tra l’altro, hanno incontrato il presidente della Repubblica tedesco, Joachim Guack, a cui hanno fatto sapere di essere amareggiati per “la mancanza di sensibilità ed umanità”. “Sapevo che le cose non avevano funzionato perfettamente, ma non pensavo fino a questo punto” è stata la sua risposta.

Berlino, la famiglia di Fabrizia chiede rispetto

Una legge del 1985 prevede che siano esclusi dal risarcimento tutti i danni causati da un assalto con “veicolo a motore o rimorchio”. Insomma, le vittime della strage di Berlino trattate come quelle di un incidente stradale: “Ci sentiamo presi in giro. Come si può equiparare quello che è accaduto ad un normale incidente stradale?” ha tuonato la madre di Fabrizia.