Proseguono le indagini intorno alla strage di Nizza del 14 luglio, nella quale sono morte 84 persone: la polizia francese ha arrestato due nuovi sospetti, uno dei quali è apparso in una foto in cui l’attentatore Mohamed Lahouaiej Bouhlel posa proprio accanto al veicolo utilizzato sulla Promenade des Anglais.

L’accusa implicita che circonda i due, al momento tenuti in custodia cautelare, è che abbiano potuto fornire supporto logistico al tunisino, di fatto diventando suoi complici.

Alcuni elementi – ovvero la corrispondenza via email e messaggi in chat – suggerirebbero addirittura che gli arrestati possono aver aiutato Bouhlel a pianificare il suo folle gesto.

È dunque salito a sette il numero di persone fermate nel caso della strage di Nizza. In precedenza quattro uomini e una donna sono stati fermati con l’accusa di partecipazione a organizzazione terroristica.

Tra questi anche una coppia di albanesi, che avrebbe fornito la pistola con cui l’attentatore avrebbe risposto al fuoco della polizia mentre era alla guida del suo mezzo.

Si infittisce intanto il mistero intorno alla vera identità di Bouhlel, il cui gesto è stato rivendicato dallo Stato Islamico, ma di cui non è ancora stato provato il giuramento di fedeltà al Califfo.

L’uomo infatti sembrava vivere molteplici vite: padre di famiglia, marito accusato di violenze, consumatore abituale di marijuana, donnaiolo e sarebbe persino saltare fuori un amante di oltre settant’anni. E forse anche agente silente della jihad pronto a colpire nel momento dell’occasione più propizia.