Il bilancio della terrificante strage di Orlando è per ora di almeno 50 morti e 53 feriti, ma non è impossibile che possano aumentare.

Gli USA faticano a riprendersi dallo shock di quello che è stato definito come il più grave fatto di sangue – nonché attacco sul proprio territorio – dai tempi dell’11 settembre 2001.

Sì perché la carneficina compiuta da Omar Mateen, guardia giurata di 30 anni e cittadino statunitense della contea di St. Lucie, Florida, nato da genitori afghani, è stata rivendicata dall’Isis.

E lo stesso terrorista aveva telefonato al 911 e dichiarato la propria fedeltà allo Stato Islamico, poco prima di iniziare a sparare sulla folla del Pulse Club, il nightclub gay teatro del massacro.

Nonostante ciò, e nonostante i messaggi dei sostenitori dell’Isis che si congratulano per il gesto, non vi è ancora alcuna prova che l’organizzazione possa aver gestito o avesse alcuna conoscenza pregressa dell’attacco.

Difficile stabilire la verità, dato che i genitori descrivono il figlio come ben poco religioso, e adducono come motivazione l’omofobia, descrivendo lo sconvolgimento provato da Mateen a causa dalla visione di un bacio tra due uomini.

L’uomo, che è stato abbattuto dalla polizia durante il conflitto a fuoco scatenatosi dopo l’asserragliamento nel locale, era stato posto sotto osservazione dall’FBI sin dal 2013. Mateen infatti venne interrogato due volte dopo alcune dichiarazioni che avevano fatto sospettare ai colleghi una vicinanza con il terrorismo, ma l’indagine venne chiusa per mancanza di prove.

L’ex moglie, che ora vive in Colorado, ha affermato che dopo pochi mesi dal matrimonio si accorse dell’instabilità mentale del presunto terrorista, forse affetto da disturbo bipolare, e ha svelato una storia di violenza domestica da cui è riuscita a liberarsi dopo essere stata ostaggio del marito.

Non c’è dubbio però che Mateen avesse attentamente pianificato la sanguinaria operazione e che fosse ben versato nell’uso delle armi con cui ha ucciso 50 persone, un fucile d’assalto e una pistola semi-automatica, entrambe acquistate in modo del tutto legale. Gli USA ora tornano a interrogarsi sulla propria sicurezza domestica, la politica di accesso alle armi e la quella relativa all’immigrazione.