Si complica sempre più l’identikit di Omar Mateen, il 29enne responsabile della strage di Orlando: secondo varie testimonianze il killer era solito frequentare il club Pulse in cui nella notte di domenica ha massacrato 50 persone, ferendone 53.

I reporter dell’Orlando Sentinel hanno infatti intervistato vari clienti regolari del locale, che hanno riferito di aver visto il ragazzo almeno una dozzina. Un testimone racconta di averlo notato seduto in un angolo, mentre beveva da solo. Di poche parole, non aveva mai riferito di avere una moglie e un figlio, mentre parlava spesso del padre.

C’è chi insiste sul comportamento sregolato di Mateen, che sarebbe stato buttato fuori più volte dal Pulse perché completamente ubriaco risultando molesto per gli altri avventori. A quanto sembra si lamentava di non poter assumere alcolici a casa e in famiglia, soffrendo della rigidezza del padre.

E proprio sulle dichiarazioni del genitore – il quale aveva affermato che il figlio sarebbe stato sconvolto dall’aver visto due uomini baciarsi – vi sarebbero vari dubbi. Una coppia di frequentatori del Pulse afferma che Mateen sarebbe stato un cliente fisso da tre anni e che in quel lasso di tempo avrebbe assistito a scene molto più spinte. I due poi raccontano di aver smesso di colloquiare con il futuro killer perché una discussione sulla religione si era conclusa con una minaccia e un coltello sfoderato all’improvviso.

A parte le intemperanze, dovute forse al disturbo bipolare di cui parla la ex moglie, Mateen non avrebbe dunque avuto alcun problema con le persone omosessuali, essendosi recato insieme ad alcuni amici a dei drag show. Mateen avrebbe anche usate in più occasioni una app destinata a incontri gay, e l’FBI si è messa in azioni per recuperare tutto il materiale informatico che potrebbe chiarire meglio il motivo che ha portato alla terribile strage di Orlando.

A rimanere oscure sono però anche le dinamiche della sparatoria. Il capo della polizia John Mina ha infatti dichiarato che Mateen sarebbe stato in contatto con la polizia per le tre ore dell’attacco, e si sarebbe mantenuto sempre calmo e glaciale. Non è poi neanche possibile escludere che alcune delle morti siano state provocate dal fuoco incrociato tra le squadre d’assalto e il ragazzo che ha professato di aver giurato fedeltà all’Isis.