Continuano ad arrivare i racconti dei testimoni della tragica strage di Orlando, avvenuta nella notte di domenica nei pressi del nightclub Pulse frequentato in prevalenza dalla comunità LGBT.

Oltre ai 50 morti attestati, incluso lo stesso killer Omar Mateen, in totale sono 27 i feriti della terrificante sparatoria messa in atto dal cittadino americano 29enne, proveniente da una famiglia di origine afghana.

Tra questi 27 che sono riusciti a scampare al massacro vi sono sei giovani che sarebbero in gravi condizioni e che starebbero lottando per la vita, hanno affermato nel corso di una conferenza stampa i medici che si stanno occupando del caso.

Nel frattempo i sopravvissuti che sono riusciti a superare lo stato di shock forniscono i primi racconti di quanto accaduto in quelle drammatiche ore. Norman Casiano ha raccontato di essersi rifugiato in un bagno del Pulse insieme a una dozzina di altre persone. All’improvviso una figura è apparsa sullo stipite della porta, solo per essere abbattuta da un colpo di pistola e sprofondare in un lago di sangue.

È allora che Casiano ricorda la terribile risata udita provenire da Mateen mentre faceva fuoco, l’unico suono emesso dall’autoproclamato terrorista, come gesto di estrema soddisfazione. La polizia ha ormai determinato che nell’assalto sono state impiegate un fucile d’assalto AR-15 e una pistola semiautomatica Glock 9mm.

L’uomo si è prima diretto nella parte più affollata del club (che a quanto pare conosceva bene, essendo un avventore regolare), vicino al bar, e da lì ha iniziato a fare fuoco. Da quel momento la carneficina ha preso il via nel più totale silenzio, almeno da parte sua.

Mateen si è poi diretto verso i camerini e i bagni: inutili le implorazioni dei ragazzi, tanto che lo stesso Casiano è stato raggiunto da due colpi di pistola, venendo ferito leggermente, mentre altri non sono stati così fortunati.