Quasi trentatre anni dopo arriva la prima verità sulla strage di Ustica. Dopo i numerosi processi penali finiti in assoluzione, la Cassazione ha emesso la prima sentenza definitiva di condanna al risarcimento stabilendo che la fine del DC9 dell’Itavia avvenne a causa di un missile e non di un’esplosione interna. Lo Stato deve risarcire i familiari delle 81 vittime per non aver garantito, con sufficienti controlli dei radar civili e militari, la sicurezza dei cieli.

Sollievo per Daria Bonfietti, presidente dell’associazione familiari delle vittime della Strage di Ustica: “La decisione della Cassazione ha ribadito la verità, togliendo ogni altra possibile valutazione. Ora speriamo che si tolga ogni reticenza nel capire chi è stato ad abbattere il Dc9. Per farlo, occorre che il Governo del mio Paese si attivi per farsi dare risposte dagli stati esteri”.

Secondo Walter Veltroni “la Cassazione scrive una pagina importante sulla strage di Ustica. Finalmente la lunga teoria dei depistaggi e delle false teorie viene spazzata via. E’ importante che, dopo tanti anni, e per iniziativa dei familiari delle vittime e della loro richiesta di risarcimento, ci sia una parola chiara. Si deve ancora scavare: vanno tolti impedimenti e segreti, complicità e inerzie ma ora possiamo farlo da una base più solida anche dal punto di vista giudiziario”.

Restano però rogatorie della magistratura indirizzate a governi stranieri che attendono ancora una risposta. Secondo Andrea Purgatori, il giornalista che per primo parlò del missile, “il passaggio successivo è politico – dice al Fatto Quotidiano -. Come riportano le carte che la Nato ha consegnato, diverso tempo fa, alla magistratura italiana, l’indiziato numero uno è la Francia. In 33 anni ha sempre raccontato delle bugie su quanto accadde”.

Purgatori sostiene che dovrà essere il governo “a chiedere al presidente Hollande (foto by InfoPhoto) di consegnare questa vicenda alla storia, ammettendo le responsabilità della Francia. Io non credo che la Francia farà un passo in questo senso storicamente ha sempre custodito e conservato i propri segreti senza rivelare nulla, quindi serve la volontà politica dell’Italia nel chiudere questa faccenda, l’intervento di un governo politicamente determinato”.