Ha raccontato versioni diverse, è caduto più volte in contraddizione, ma alla fine ha confessato. Angelo Frigeri, l’artigiano fermato il 20 maggio perché sospettato di avere compiuto la strage in Gallura, ha ammesso di avere partecipato al triplice omicidio di sabato 17 maggio.

Questa strage dunque sembra aver trovato un colpevole, nel giorno in cui (21 maggio) si celebrano a Tempio Pausania i funerali delle tre vittime: il commerciante Giovanni Maria Azzena, sua moglie Giulia Zanzani e il figlio Pietro, di 12 anni.

L’accusa formulata dalla Procura nei confronti di Frigeri è omicidio plurimo aggravato dalla crudeltà. Tuttavia è ancora difficile fare piena luce sul delitto, poiché nell’interrogatorio Frigeri ha raccontato versioni differenti sulla vicenda, talmente contraddittorie da aver indotto il suo avvocato a decidere di rinunciare all’incarico di assisterlo.

I carabinieri del Ris sono nuovamente tornati nella casa luogo del delitto per un sopralluogo. E proseguono anche le ricerche degli eventuali complici di Frigeri. Non è ancora chiaro nemmeno il movente del delitto (foto by InfoPhoto).