Non accade di frequente che durante una seduta in Parlamento cali il silenzio totale dopo un intervento. Ma per diversi secondi, nella seduta del 12 novembre alla Camera, i deputati sono rimasti interdetti dopo aver ascoltato la dichiarazione di Emanuela Corda, del Movimento 5 stelle fondato da Beppe Grillo. A Montecitorio si commemorava la strage di Nassiriya del 12 novembre 2003. Nella località irachena un attentato suicida da parte di al Qaeda causò la morte di 28 persone, fra cui molti militari italiani, in gran parte Carabinieri (foto by InfoPhoto).

la deputata grillina Corda ha quindi preso la parola e pronunciato queste frasi: “Tutti noi ricordiamo commossi i 19 italiani deceduti in quell’attacco kamikaze, e oggi siamo vicini ai loro familiari. A volte ricordiamo anche i 9 iracheni che lavoravano nella base italiana, ma non troppo spesso. Nessuno ricorda però il giovane marocchino che si suicidò per portare a compimento quella strage: quando si parla di lui, se ne parla solo come di un assassino, e non anche come di una vittima, perché anch’egli fu vittima oltre che carnefice“.

Il gelo in aula era palpabile. Emanuela Corda ha proseguito: “Un’ideologia criminale lo aveva convinto che quella strage fosse un gesto eroico e lo aveva mandato a morire. E non è escluso che quel giovane, come tanti kamikaze islamici, fosse spinto dalla fame e dalla speranza che quel suo sacrificio sarebbe servito per far vivere meglio i suoi familiari, che spesso vengono risarciti per il sacrificio del loro caro. E se i nostri militari furono vittime, non furono solo vittime dell’ideologia terroristica, ma anche della politica occidentale: la politica dei nostri Governi, che spedirono e continuano a spedire i nostri ragazzi sui fronti di guerra, raccontando loro che è eroico occupare i territori di altri popoli col pretesto che si sta portando la pace, quando invece si fomentano talvolta le ideologie terroristiche, e tutti i drammi che ne conseguono“.