Altra strage e altra pazza esecuzione negli Stati Uniti. Questa volta il luogo del massacro è Santa Monica, ridente e ricca città della costa ovest americana, lungo il tratto di terra che collega la California a San Francisco. Cinque vittime, due corpi carbonizzati in un’abitazione. Poi l’inseguimento e l’uccisione del killer in un campus.

Dunque, cinque persone che hanno perso la vita e altre tre che sono ferite, una delle quali in condizioni critiche: ogni giorno gli Stati Uniti ci trasmettono una nuova strage: nella notte italiana un uomo, vestito con una tenuta nera e armato di un fucile, ha sparato all’impazzata in diverse strade; poi è entrato in un college ed è stato ucciso dalla polizia. E pensare che lì a pochi chilometri c’era il presidente americano Barack Obama, impegnato in un evento di raccolta fondi.

Il killer aveva tra i 25 e i 35 anni; la sua follia è cominciata dando fuoco ad una casa, dove sono stati rinvenuti due corpi, nella zona di Yorkshire Avenue. Poi, a piedi, ha fermato un’auto e ha iniziato a sparare all’impazzata a tutte le auto che incrociava, compresa una della polizia e un autobus. Le forze dell’ordine hanno iniziato l’inseguimento, il killer si è rifugiato al Santa Monica College ed è stato ucciso.