Ieri, dopo otto anni, è arrivata la sentenza sulla strage di Viareggio, ossia l’incidente ferroviario che il 29 giugno 2009 provocò, tra l’altro, la morte di trentadue persone. I giudici di primo grado hanno condannato l’ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, ma anche l’ex amministratore delegato di Rfi, Michele Mario Elia e dei trentatré imputati a processo solo in dieci sono stati assolti.

Presenti in aula durante la lettura della sentenza sulla strage di Viareggio anche i familiari delle trentadue vittime. Come in ogni udienza in aula a cui hanno preso parte, i familiari delle persone che nella strage hanno perso la vita, hanno occupato trentadue sedie in prima fila poggiando su di esse delle t-shirt bianche con le foto dei propri cari. E dopo la lettura della sentenza di condanna le reazioni.

I familiari delle vittime hanno chiesto che in seguito alle condanne, gli interessati lascino i propri incarichi. “È moralmente inaccettabile che dopo una condanna di primo grado Mauro Moretti sia ancora a guidare un’azienda di Stato. Ne chiediamo le dimissioni e che sia tolto a Moretti il titolo di Cavaliere del Lavoro” e ancora “Non si può tenere su una poltrona così importante un manager condannato in primo grado. Chiediamo che la politica intervenga“, queste alcune delle dichiarazioni post sentenza.

Infine, su quanto accaduto a Viareggio, continuano: “A poche ore dalla lettura del dispositivo possiamo dire che il sistema ferroviario del trasporto merci pericolose tanto in Italia quanto in Europa è stato riconosciuto responsabile delle gravissime inadempienze e omissioni. La sentenza ha sancito che i vertici delle aziende condannati avevano poteri e mezzi per intervenire e, non facendolo, hanno causato la morte di 32 persone, tra cui bambini e ragazzi“.