In un appartamento nel cuore di Milano, nella zona di Porta Romana, si è consumata la tragedia di una coppia: due 42enni litigano e lui strangola la fidanzata. Italiani entrambi, litigavano di frequente. Due mesi fa ci fu un’altra lite furiosa; fu l’intervento dei vicini a salvare la donna, la polizia fermò l’uomo.

Ma domenica 19 ottobre è accaduto di nuovo. Questa volta nessuno è riuscito ad intervenire in tempo. Dopo il delitto, l’uomo ha telefonato ad un amico raccontando ciò che era accaduto. Si è poi recato nei pressi della basilica di Sant’Ambrogio; si è seduto su una panchina e ha atteso l’arrivo della polizia, che lo aveva rintracciato seguendo il segnale del cellulare. Interrogato dal magistrato, ha confessato l’omicidio, aggiungendo che la donna non sembrava morta quando lui si è allontanato dall’appartamento.

Lo scorso febbraio un altro episodio di violenza contro le donne aveva coinvolto la città di Milano. Allora un egiziano uccise a coltellate la convivente ecuadoriana. A marzo una giovane donna e il suo bambino di tre anni furono uccisi a coltellate in casa propria da un amico di lei. Sempre in Lombardia ma a Brescia, lo scorso settembre una trentenne venne uccisa con venti coltellate in casa propria dal convivente, un tunisino pregiudicato, poi fuggito.

Sempre a settembre ma in Liguria, a Genova, un albanese con precedenti penali ha ucciso la moglie con sette coltellate. Scendendo nel centro dell’Italia, a Livorno, lo scorso marzo un’altra lite coniugale è finita in trgedia, quando il marito ha ucciso la moglie usando un laccio da scarpe. A Roma, a settembre, un delitto per gelosia ha visto la morte di una donna e dell’amante per mano del marito, a coltellate in ascensore.

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