Michela aveva 40 anni quando è stata strangolata dal marito dal quale si stava separando. Era una mamma che non ne poteva più della prepotenza, delle aggressioni fisiche e verbali di lui. Poi il 21 dicembre la tragedia: si è presentato sotto casa sua – come ricostruisce il Corriere.it che racconta questa storia – e l’ha strangolata mentre i suoi figli erano a giocare a calcio. Da quel momento i due bimbi sono stati privati della madre e del padre e così ad “adottarli” ci hanno pensato i cittadini di Alghero, in primo luogo il sindaco che, adesso, ha dovuto dire addio ai due ragazzini che si sono trasferiti a Genova dalla nonna.

La delibera del sindaco prevedeva un’adozione di cittadinanza, ovvero in 44mila si sono presi cura di loro attraverso un fondo di sostegno aperto dal Banco di Sardegna. La causale? “Un futuro per i bambini di Michela”. Inizialmente erano stati depositati 25mila euro, cifra destinata a crescere anche perché quelle donazioni, quell’adozione, servirà a pagare anche le spese scolastiche, e chissà pure universitarie, dei piccoli. “È l’impegno di questa città per due bimbi che meritano tutto il nostro aiuto. Non li conoscevo prima ma in questi giorni sono stato molto con loro, sono fantastici” ha raccontato il sindaco. Queste le sue parole:

Per esempio c’è una vedova e madre di cinque figli che ha versato una cifra importante, ci sono famiglie che danno anche solo poche decine di euro, altre che si privano di cose necessarie a casa propria pur di aiutare loro [...] Sono fiero e commosso dai miei concittadini.