Ha 41 anni Jurgen Mazzoni che nel 2001 strangolò la moglie poiché voleva lasciarlo. Tra i due era scoppiata una lite e così l’aveva uccisa; dopo aveva gettato il suo corpo in una cava e per alcuni giorni aveva fatto finta di non saperne nulla. Poi, grazie alle certosine indagini, era finito in carcere con una condanna a sedici anni di reclusione. Peccato che, a distanza di sedici anni, l’uomo è stato scarcerato (ha scontato otto anni di carcere uscendo di prigione nel 2009) e – stando alle ultime notizie pubblicate sul Corriere.it – sarebbe tornato di nuovo all’azione, minacciando di morte una giovane di appena 20 anni. “Ti mangerò il cuore, ti ucciderò” le avrebbe scritto in un messaggio.

Jurgen, dunque, è tornato dietro le sbarre con l’accusa di stalking aggravato e continuato ai danni di una giovanissima donna, di appena 20 anni, che aveva conosciuto nel 2014. Tra di loro era nata una bella amicizia: lui, però, non avrebbe accettato il fatto che lei frequentasse altre persone e così, da quel momento, avrebbe cominciato a perseguitarla. Un incubo per la giovane che alla fine ha sporto denuncia. Jurgen avrebbe danneggiato l’auto dei suoi familiari, l’avrebbe minacciata di morte, inviato lettere minatorie e persino quattro bossoli di proiettile chiusi in una busta. Nel 2017 l’uomo era finito ai domiciliari col divieto di avvicinarsi alla 20enne. Ma le molestie sarebbero continuate.

Nella sua casa, dopo l’arresto (ora, infatti, è in carcere), sono stati rinvenuti anche 19 coltelli tra machete, coltelli d’assalto, fucili di precisione a piombini e persino un cappio.