E’ ancora mistero sulla morte di Giacomo Nicolai, il 24enne che si sarebbe suicidato lo scorso 20 marzo a Valencia dove si trovava per completare il dottorato durante l’Erasmus. Poche ore prima del presunto suicidio, avrebbe chiamato la famiglia e niente poteva far pensare che il giovane fosse in difficoltà o che soffrisse di depressione. Il giovane si sarebbe dato tre coltellate, di cui l’ultima fatale. L’autopsia, però, ha confermato che i primi due colpi sarebbero stati troppo profondi: come è possibile che si sia inferto un’altra coltellata se le prime due erano state così brutali?

Lo studente si trovava in casa con altri due amici

Giacomo viveva in un appartamento a Valencia insieme ad altri due ragazzi: secondo gli inquirenti, non era da solo in casa e si sarebbe ucciso con la porta della stanza aperta. Come mai nessuno è intervenuto? Sapendo di dover compiere un gesto estremo, come mai non si è blindato nella sua camera? E’ possibile che lo studente non abbia urlato? Come mai gli altri due amici non si sono accorti di nulla? Qualcosa non torna.

Lo studente era depresso?

Gli inquirenti sostengono che lo studente fosse depresso, così come confermerebbe la documentazione a disposizione del pm, chiamato a far luce su questa amara vicenda. Disposti esami tossicologici per capire se il ragazzo, prima di accoltellarsi, avesse assunto stupefacenti.