Addio studi di settore. Prossimamente andranno “in pensione” e verranno sostituiti dagli indici sintetici di affidabilità. Si tratta di uno dei principali cambiamenti che verranno introdotti con la manovra-bis.

Ad approvare l’emendamento di maggioranza che renderà effettivo il cambiamento fiscale la Commissione Bilancio della Camera con primi firmatari Pelillo del PD e Bernardo di Ap. Con questa novità si vuole favorire una maggiore osservanza degli obiettivi fiscali per lavoratori autonomi e imprese. Infatti gli ultimi numeri sulle statistiche degli studi di settore dicono che, nel 2016 (e quindi in relazione all’anno fiscale 2015), i redditi dei lavoratori autonomi sono molto bassi. Il punto più basso è toccato dai commercianti, con una media di 22.500 euro all’anno.

Con questo emendamento viene ripreso il testo del disegno di legge già proposto a fine aprile, e quindi, a partire dall’anno fiscale 2017, gli indici andranno a sostituire gli studi di settore. Toccherà alla Agenzia delle Entrate avvisare tutti gli interessati a 90 giorni prima dell’attivazione della nuova manovra.

Ma come funzioneranno nel dettaglio questi nuovi indici? Si tratta di documenti che verranno elaborati con una metodologia basata su analisi di dati e informazioni raccolte in più periodi di imposta. “(gli indici) rappresentano la sintesi di indicatori elementari tesi a verificare la normalità e la coerenza della gestione aziendale o professionale, anche con riferimento a diverse basi imponibili, ed esprimono su una scala da 1 a 10 il grado di affidabilità fiscale riconosciuto a ciascun contribuente”.