Emergono nuovi particolari sul presunto stupro di Firenze ai danni di due ragazze americane che sarebbero state violentate nell’androne del palazzo in cui vivono da due carabinieri in servizio che si sarebbero offerti di accompagnarle a casa. Dopo le dichiarazioni di uno dei carabinieri che, di fatto, ha ammesso il rapporto sessuale – ma non lo stupro – con una delle ragazze, spunta il primo testimone che, come riporta La Stampa, avrebbe fornito indicazioni ben precise: le due giovani sarebbero state abbordate al bar della discoteca.

In base alla ricostruzione riportata da La Stampa, i due carabinieri si trovavano all’interno di quella discoteca poiché, insieme ad altre due pattuglie, erano intervenuti per placare un rissa, in realtà già sfumata. È in questa circostanza che i militari avrebbero visto le due ragazze, probabilmente sotto effetto di alcol, e così si sarebbero offerti di accompagnarle a casa con l’auto di servizio per poi abusarne, secondo il racconto delle vittime. Per uno dei carabinieri si sarebbe trattato di rapporto consenziente, per le ragazze americane di un abuso sessuale: non avrebbero urlato poiché impaurite dal fatto che i carabinieri fossero armati.

“Non sembravano ubriache e sono state loro ad invitarci a casa” avrebbe dichiarato uno dei due carabinieri mentre l’altro continuerebbe a negare tutto. Intanto sono stati sospesi dal lavoro. “È un grande dolore vedere come basti il comportamento indegno, illegittimo e immorale di un qualche carabiniere per oscurare il lavoro che compiono giorno e notte 100mila uomini. È imperdonabile, anzitutto per noi, il grave danno che stanno facendo all’Arma. Questi fatti ci feriscono nel prestigio” ha dichiarato il comandante generale dell’Arma Tullio Del Sette. “Una divisa non può macchiarsi di quelle cose” è, invece, il commento del Ministro dell’Interno Marco Minniti che ha parlato di una “situazione molto grave”, qualora venisse confermata dalle indagini (ancora in corso).