Si chiude la vicenda di Abid Jee, mediatore culturale in forze presso la cooperativa Lai-momo, divenuto noto per la sua frase a commento degli stupri di Rimini (catturati tutti i presunti componenti della banda responsabile delle violenze).

Il giovane, uno studente di giurisprudenza di 24 anni, è stato infatti prima sospeso e oggi licenziato dalla cooperativa, che ha respinto le sue giustificazioni.

L’azienda che si occupa di sociale e immigrazione ha riferito di aver agito “nel pieno rispetto della procedura prevista dalla legislazione sul lavoro, senza cedere alle sollecitazioni, spesso rivolte con un linguaggio offensivo e talvolta minaccioso, di chi ci invitava a ricorrere a modalità meno corrette e rigorose”.

Il presidente Andre Marchesini Reggiani afferma di aver operato in piena autonomia, nonostante le tante critiche arrivate: “Dal giorno dopo la pubblicazione del commento il dipendente è stato sospeso e non ha più lavorato in nessuna delle strutture gestite da Lai-momo. Dopo una settimana nell’occhio del ciclone in cui siamo stati oggetto di attacchi pesanti, tutti noi dobbiamo ricominciare a lavorare nella normalità dell’impegno quotidiano“.

In risposta a un articolo del Resto del Carlino sulla vicenda, finito sulla pagina Facebook del quotidiano, Abid Jee aveva commentato sostenendo che “lo stupro è un atto peggio ma solo all’inizio, una volta si entra il pisello poi la donna diventa calma e si gode come un rapporto sessuale normale”.