I carabinieri iniziano a confessare di aver avuto un rapporto sessuale con le due ragazze americane che hanno denunciato di essere state stuprate nell’androne del palazzo in cui vivevano a Firenze. Stando ad una prima ricostruzione, i due militari le avrebbero conosciute in una discoteca, essendo intervenuti a seguito di una lite, e poi si sarebbero offerti di accompagnarle a casa poiché ubriache. Una volta arrivati sotto la loro abitazione, si scorge la macchina dei carabinieri ferma per 20 minuti: in quell’arco temporale i due carabinieri e le ragazze americane avrebbero avuto un rapporto sessuale, consenziente secondo i militari, un abuso per le ragazze americane.

“Sono devastato, ho fatto una cosa inqualificabile e mi sono fatto trascinare in questa situazione” sono le dichiarazioni di uno dei due carabinieri al suo difensore. “Da vent’anni sono nell’Arma e aiuto le persone, anche correndo dei rischi, non so perché mi sono cacciato in questa situazione” ha aggiunto. L’appuntato, al momento, non avrebbe ricevuto né avvisi di garanzia né notifiche per compimenti di atti di indagine.

La ragazza che lo ha denunciato “non sembrava ubriaca, non barcollava, non puzzava di alcol, connetteva bene i discorsi e non credevo che fosse così giovane” ha concluso l’appuntato, provando a difendersi dalle accuse di stupro.

Resta grave che due carabinieri usino l’auto di servizio per accompagnare due ragazze e che poi si fermino 20 minuti per consumare un rapporto sessuale. Consenziente o meno lo stabiliranno i giudici.