Terribile vicenda quella accaduta a Melito Porto Salvo, in provincia di Reggio Calabria, dove è stato scoperto un caso di stupro di gruppo su una minorenne, andato avanti per due anni.

Le violenze sono iniziate nel 2013, ancora prima che la ragazza avesse compiuto 14 anni. Il suo fidanzatino dell’epoca, più grande di lei, la costrinse ad accettare di avere rapporti sessuali con un gruppo sempre maggiore di suoi amici e conoscenti.

Soggiogata da quello che viene definito come un branco, la minorenne ha vissuto in uno stato perenne d’ansia, anche a causa degli scatti intimi e dei filmati registrati durante le violenze, che i ragazzi avrebbero divulgato nel caso in cui avesse deciso di parlare in giro dell’accaduto o di denunciarli.

Le accuse cui vanno incontro i membri del gruppo, identificati grazie alle indagini dei carabinieri locali, sono di violenza sessuale di gruppo aggravata, atti sessuali con minorenne, detenzione di materiale pedopornografico, violenza privata, atti persecutori, lesioni personali aggravate e di favoreggiamento personale.

La ragazza, prima di trovare il coraggio di raccontare il tutto a un’insegnante, che ha fatto partire la denuncia dalla scuola, si era rivolta anche a un coetaneo con cui aveva stretto una relazione sentimentale: quest’ultimo è stato pestato a sangue dal branco in una spedizione punitiva che ha avuto come fine quello di allontanarlo dalla vittima.

I ragazzi coinvolti, oggi tutti maggiorenni, sono stati raggiunti da provvedimenti di misura cautelari emessi dal gip del Tribunale dei minorenni di Reggio Calabria. Tra questi ci sarebbe anche Giovanni Iamonte, 30enne affiliato alla cosca del padre Remingo e attualmente in carcere.