L’ipotesi di vita aliena su Marte diviene sempre meno remota. Dopo le teorie sul gas metano, rivelate poco meno di un mese fa, un nuovo studio mette in luce la presenza di organismi viventi sul Pianeta Rosso, almeno in un lontano passato. Da dove arriva questa deduzione? Dall’analisi delle fotografie scattate dal rover Curiosity, quindi dai fossili stratificati che sarebbero presenti sulla superficie.

A sostenerlo è Nora Noffke dell’Università Old Dominion di Norfolk, così come l’esperta stessa ha sottolineato in uno scambio di mail con la versione statunitense dell’Huffington Post. «Possiamo rilevare la struttura sedimentaria delle rocce di Marte dalle immagini dei rover», spiega la docente nell’analizzare la struttura sedimentaria delle pietre, dovuta non solo all’erosione ma anche all’interazione con con alcuni microbi bentonici, ovvero adattati alla vita di superficie. Se tali strutture fossero confermate, si potrebbe ipotizzare la presenza di esseri viventi elementari risalenti a meno di 3.7 miliardi di anni fa.

Per arrivare a questo risultato, la ricercatrice sta analizzando le fotografie del Pianeta Rosso con altre immagini della Terra dall’estetica e dalle caratteristiche simili. Si tratterebbe di elementi visivi abbastanza inconfondibili, poiché normalmente questi microbi si assemblano in masse di trilioni di esemplari, i quali collaborano fra di loro per ottenere nutrimento e massimizzare l’esposizione alla luce. Le frammentazioni sedimentarie che tali organismi andrebbero a formare, non avendo una distribuzione casuale, sarebbero quindi una controprova.

Su questa interpretazione vi è però cautela, anche se le basi appaiono assai promettenti. Chris McKay, uno scienziato dell’Ames Research Center della NASA, ha infatti spiegato come la comparazione di elementi terrestri a quelli di altri pianeti non sempre porta ai risultati sperati, anche perché l’apparenza esteriore non è sufficiente a testimoniarne la sovrapposizione, dati i diversi elementi tra cui la tipologia d’atmosfera, la temperatura e molto altro ancora. Ma il lavoro della Noffke sarebbe «l’analisi condotta nel modo più attento che sia mai stata realizzata», lasciando quindi intendere un esito positivo allo studio.

Fonte: Huffington Post

Immagine: Surface Of Mars via Shutterstock