Medici Senza Frontiere, sta svolgendo un ruolo fondamentale nel contrastare e diminuire il tasso di mortalità infantile dovuto alla malnutrizione dei bambini nel Sud Sudan. Più di 170.000 rifugiati hanno intrapreso un viaggio straziante verso uno dei 4 campi per rifugiati presenti nei territori fuori i confini del Sudan per scappare dagli scontri che si vivono in quel territorio.

Il commento di André Heller, capomissione di MSF in Sud Sudan, riguardo gli ultimi mesi di lavoro sono sicuramente positivi: ”Abbiamo fatto progressi importanti. Tra metà giugno e metà luglio, i tassi di mortalità erano il doppio della soglia di emergenza. Un mese dopo, il tasso di mortalità in ospedale si è abbassato dal 25% al 2%, ma la maggior parte delle morti si verificano tra i bambini al di sotto dei 5 anni: sono i più vulnerabili. In generale, il lavoro di MSF ha avuto un grande impatto sulla salute dei rifugiati. Abbiamo abbattuto il tasso di mortalità. Prima di tutto, vediamo molti più bambini rispetto a un mese fa. Visitiamo quasi 3.000 pazienti a settimana, sia ricoverati sia ambulatoriali. Abbiamo moltiplicato i nostri consultori, così riusciamo a visitare i bambini prima che si ammalino seriamente e forniamo ai bambini malnutriti i cibi terapeutici adattati.

Nel campo di Yida vivono oltre 55,000 rifugiati provenienti dallo Stato di Unity, MSF ha verificato il tasso di mortalità, da giugno a luglio ogni giorno muoiono 4 bambini sotto i 5 anni ogni 10.000 persone. Questo dato è il doppio rispetto alla media di almeno 5 bambini morti ogni giorno in questo periodo.

La stagione delle piogge ha trasformato questi campi in luoghi da incubo per i rifugiati,” dichiara Bart Janssens, Direttore delle operazioni di MSF. “Le vie d’accesso sono impraticabili e la risposta umanitaria sta lottando per assicurare condizioni di vita adeguate per i rifugiati. Ciò sta causando una catastrofe sanitaria e mentre MSF continua a fornire cure mediche, è necessario l’aumento dell’assistenza umanitaria da parte di alter organizzazioni per evitare che altri bambini siano in pericolo di vita. Bisogna aumentare la fornitura di acqua potabile e servizi igienici perché la diarrea è il principale killer nei campi e aumentare le distribuzioni di cibo mirate nel campo di Batil, dove la malnutrizione è drammaticamente sopra la soglia di emergenza. Adesso la situazione richiede che tutte le organizzazioni lavorino al massimo delle loro capacità.”

MSF ha avviato un massiccio intervento di assistenza sanitaria in quel territorio. Sono presenti 180 operatori nel solo campo di Yida il quale ha raddoppiato i posti letto per aumentare la possibilità di curare il numero dei pazienti. L’attività di MSF svolta nei quattro campi di rifugiato in Sud Sudan è di gestire degli ospedali da campo che ogni settimana effettua  9.000 visite mediche. 150 pazienti ogni settimana sono ricoverati negli ospedali di MSF per le cure intensive e 2.300 bambini malnutriti sono presi in cura nei programmi nutrizionali terapeutici.

MSF si occupa anche di portare avanti una campagna di vaccinazione contro il morbillo, fornisce acqua potabile e servizi igienici nei campi.