Li ha uccisi la dignità. Questa frase mi è rimasta tatuata addosso. E’ da ieri che ci penso. In un Paese alla deriva, dove il popolo si sbatte per arrivare a fine mese e quelli che ci governano fanno la figura dei pirla in diretta streaming, c’è gente che si ammazza per dignità.

Siamo gente strana, noi italiani. La storia insegna che siamo generatori di colpi di genio e cazzate. Senza soluzione di continuità. C’è gente che scrive pagine di storia e gente che dovrebbe vergognarsi di stare all’ombra della nostra bandiera. E poi c’è chi muore per dignità. La crisi esiste e quando neanche più te ne accorgi, perché fare i conti prima di comprare il latte è diventato quasi automatico, ti sbattono in faccia la pura verità: qui la gente si ammazza perché non ce la fa.

Devo ringraziare Valentina Castelli: vive a Civitanova Marche e con il suo racconto mi ha fatto capire quanto sia difficile per i giovani vedere un futuro oltre questa cortina di fallimento tricolore. A pagarne le spese è la gente comune come Romeo, Anna Maria e Giuseppe. Uccisi dalla mancanza di speranza. Uccisi dalla dignità. Sentite come suona questa parola: Dignità. Tagliente come un coltello.

Come sempre lo “Stato” ha mostrato il suo (inetto) dolore. Lacrime di un coccodrillo con la pancia piena da decenni. Sistema elitario che ha mandato in tilt un Paese straordinario. Non mi capita spesso di scrivere battendo sui tasti in modo così crudo. Duro. Ma questa volta non posso esimermi. Sotto al manto di cinismo esasperante che mi contraddistingue sono italiano anche io. E non voglio arrendermi. Perché l’Italia è un posto troppo bello che non voglio lasciare in pasto a chi ci ha portato sull’orlo del precipizio. Per questo gradirei che i nuovi arrivati nella politica nostrana capissero che non ci serve vederli al funerale di turno con la faccia contrita. Non serve a nessuno.

Le do un consiglio Signora Boldrini: la prossima volta vada a casa di chi non vede una via d’uscita. Vada da chi ha bisogno di credere ancora in qualcosa. Vada da chi pensa di farla finita. I funerali sono per amici e familiari. Quelli che c’erano anche prima della tragedia. Quelli che ci sono sempre stati. E lasci perdere i morti. Loro hanno una dignità che in Parlamento non ha mai messo piede. Mi gioco la mia. Senza offesa.

Silvio De Rossi su @Twitter e @Facebook

n.b.
Blogger Inside è una rubrica nonsense, nata senza un senso (appunto, nonsense) apparente. Chiedo scusa a tutti quelli che hanno le idee sempre (troppo) chiare. Peace.