Continua la scia di sangue, altra giornata da dimenticare per l’Egitto. Altre vittime innocenti, nuovo agguato. Stavolta é il caso di una suora copta, uccisa barbaramente nella sua auto. Una fine atroce, in un agguato di un gruppo di uomini armati che hanno sparato contro la sua automobile. La donna si stava recando al monastero di Mar Girgis Khatatba insieme ad altre due persone. Le notizie sono ancora frammentarie ma alcune indiscrezioni trapelano grazie ai media locali, come il quotidiano Masri El Youm.

Suora uccisa da uomini armati

Il terribile attentato terroristico sarebbe avvenuto nel pomeriggio su una strada che collega Il Cairo ad Alessandria d’Egitto. La suora si stava recando in un monastero in compagnia di altre due sorelle. Ci sarebbero anche due feriti; ignoti sono al momento gli aggressori. Non si conosce nemmeno il motivo che avrebbe spinto gli attentatori ad aprire il fuoco contro la suora copta, subito deceduta.

Si tratta dell’ennesimo attacco terroristico registrato nelle ultime settimane. In Bangladesh, ad esempio, un commando di 8-9 persone ha fatto irruzione in un ristorante di Dacca in un quartiere diplomatico frequentato da stranieri uccidendo alcuni clienti e prendendone in ostaggio altri. In pochi sono riusciti a salvarsi (grazie all’intervento tempestivo delle forze dell’ordine che, nella notte, hanno fatto irruzione): gli attentatori hanno “graziato” soltanto chi conosceva i versi del Corano. Tutti gli altri sono stati uccisi, senza pietà. Qualcuno ha persino rinunciato alla propria vita per stare accanto alle sue amiche, occidentali: è il caso di Faraaz che avrebbe potuto salvarsi e che, invece, ha preferito rimanere nel ristorante della morte a Dacca. Diverse anche le vittime italiane i cui feretri hanno fatto rientro nel Bel Paese alle ore 19; presenti il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Ministro degli Esteri Gentiloni. Nove vittime italiane che si trovavano a Dacca per lavoro e che sono state uccise in nome di Allah da terroristi giovanissimi, istruiti e benestanti.