Non assunta perché troppo brava. È questa la “sentenza” emessa dal Dipartimento Prevenzione Veterinaria della Asl di Pavia nei confronti di una candidata a un concorso pubblico per un posto di coadiutore amministrativo. La vicenda si è concretizzata in questi giorni ed è stata denunciata dalla lavoratrice che ha voluto rimanere anonima. D.C., queste le sue iniziali, si è stata infatti sentita beffata in una vicenda che sa di commedia all’italiana.

Il concorso “troppo difficile”

Nello scorso aprile l’azienda sanitaria locale di Pavia ha indetto un concorso per un ruolo amministrativo, settore veterinario. Si sono presentati in 64 per un solo posto. L’idoneità è fissata in un punteggio minimo di 6 fino a un massimo di 9. A maggio si sono tenute le tre giornate di concorso e, alla fine, solo una candidata, D.C., è riuscita a superare lo scoglio dei 6 punti, totalizzandone 8. Sembrava fatta: un solo posto, una sola candidata idonea, niente di più facile. E invece no. La Commissione d’esame ha infatti deciso di annullare il concorso

al fine da un lato di assicurare il superamento del vizio rilevato, e dall’altro di garantire il rispetto del principio di conservazione degli atti giuridici e di divieto di aggravamento del procedimento. Le domande formulate dalla Commissione esaminatrice nell’ambito delle tre convocazioni non rispettano, in termini di eccessiva complessità, le indicazioni del bando.

In altre parole il concorso era troppo difficile e per evitare ricorsi si annulla tutto e si ricomincia da zero. Resta però un dubbio: se una candidata è riuscita a superare il test, probabilmente non era così difficile. Ovviamente la donna non ci sta e ha presentato ricorso al Tar. Fanno sapere i suoi avvocati Valeria Sergi e Stefano Nespor che nella decisione dell’Azienda Veterinaria Locale non c’è alcuna tutela dell’interesse pubblico. Tutt’altro, il risultato è ancora più meritorio perché su 64 candidati soltanto la loro assistita è riuscita a superare il test. E allora perché il concorso è stato annullato?

La decisione assunta non tutela alcun interesse pubblico, ma semmai l’interesse di candidati palesemente non meritevoli di provare nuovamente a ottenere il posto a disposizione (e non c’è dubbio che qualcuno di questi riuscirà, con le nuove prove, a ottenerlo).

Il sospetto, dunque, è che si voglia favorire qualcuno.