Secondo quanto riportato da fonti sindacali, il governo Renzi avrebbe intenzione di stanziare un fondo per offrire sussidi di disoccupazione a tutti quei lavoratori che si trovane nelle cosiddette aree di crisi. In concreto, i sussidi – di cinquecento euro al mese per dodici mesi – potrebbero essere elargiti a tutti dei lavoratori che sono rimasti privi di ammortizzatori sociali (come la cassa integrazione ad esempio). Per coprire tale emergenza, il governo Renzi e il Ministero del Lavoro potrebbero mettere sul piatto almeno centocinquanta milioni degli oltre duecentotrenta stanziati per tutte le aree di crisi.

I sussidi di disoccupazione di cinquecento euro al mese per un anno saranno probabilmente messi a disposizione di quei lavoratori (almeno trentamila gli interessati) che si renderanno disponibili a riqualificarsi professionalmente seguendo percorsi organizzati dalle singole Regioni. La misura economica di sostegno dovrebbe poi riguardare le seguenti aree del Paese (quelle individuate come aree di crisi appunto): Piombino, Livorno, Gela, Termini Imerese, il Molise, Taranto, Rieti, Trieste ed Ascoli Piceno.

Qualora il piano di sussidi di disoccupazione per le aree di crisi dovesse andare in porto, la misura potrebbe essere inserita all’interno del decreto correttivo del Jobs Act, che tra l’altro dovrebbe arrivare a breve, se non a giorni. Visto nel dettaglio, tale misura altro non è che una sorta di prolungamento della cassa integrazione straordinaria per tutti quei lavoratori che sono rimasti privi degli ammortizzatori sociali previsti dallo Stato, in aree individuate e considerate di crisi. Oltre ai requisiti già indicati, questa misura dovrebbe riguardare i lavoratori a cui la cassa integrazione straordinaria è scaduta in corso d’anno e che si trovano all’interno di un piano aziendale che prevede anche il rientro dei lavoratori.