La BIC è di sicuro la penna che tutti hanno maggiormente utilizzato tra i banchi di scuola, a partire dalla prima elementare fino ad arrivare al liceo ed oltre. L’impresa per la sua produzione fu avviata nel 1945 dal barone di origine torinese Marcel Bich insieme a Edouard Buffard. Solo cinque anni dopo fu creata la famigerata penna a sfera, che prese il nome del suo inventore privo, però, della ‘h’ finale per evitare un’inadeguata pronuncia in lingua inglese.

Da quel momento in poi la BIC spopolò in tutto il mondo, dall’Italia agli Stati Uniti, passando per il Brasile e il Regno Unito. Il signor Bich fu orgoglioso della sua invenzione innanzitutto perchè metteva a disposizione un prodotto perfetto ad un prezzo accessibile a tutti, tanto che da ventinove centesimi iniziale passò nel giro di pochi anni ad essere venduta a soli dieci centesimi. Il modello Cristal, inoltre, permetteva grazie al suo involucro trasparente di controllare il livello di inchiostro consumato ed, in più, avendo una forma esagonale evitava alla penna di rotolare sui banchi di scuola che all’epoca erano inclinati. Il particolare che, invece, per molti è sempre risultato inspiegabile è quel forellino presente sul tappo della penna. L’azienda ha, così, voluto spiegare sul suo sito la funzione specifica di quel foro pensato per evitare il soffocamento nel caso fortuito in cui capitasse di ingoiare il tappo. Il foro, infatti, permetterebbe di far passare aria a sufficienza affinchè il malcapitato possa continuare comunque a respirare in attesa dei soccorsi. Insomma, un escamotage geniale a cui si aggiunge una motivazione più tecnica: il foro, infatti, serve anche ad evitare perdite d’inchiostro, garantendo la massima funzionalità della BIC.