Con il termine sverzare, tipico della regione Toscana, si intende propriamente l’ azione di scheggiare,  tagliare ottenendo sverze, provocare il distacco di sverze, o ridurre in sverze qualcosa (da sverza = scheggia lunga e sottile, tagliata o staccatasi da un pezzo di legno, o altro materiale). Usato come verbo riflessivo, sverzare può altresì assumere il significato di scheggiarsi, o rompersi in sverze (es. “Il piano del tavolo si è sverzato”), mentre in funzione aggettivale (es. “Un mobile sverzato”) il termine indicherà il cattivo stato (con scheggiature) in cui versa qualcosa.

Diverso è invece il significato che assume la parola quando si parla di restaurare un mobile o riparare qualcosa, come ad esempio le fessure createsi su una superficie di legno: in questo caso, con sverzare, o sverzaratura, si intenderà infatti l’ azione di turare, chiudere con sverze (es. “bisogna sverzare le fenditure di questa porta”). La sverza consisterà quindi in un cuneo, tagliato lungo la vena del legno, da inserire nella spaccatura per compensare la naturale calatura del legno che ha provocato la spaccatura. La parte lavorata andrà infine stuccata e preparata per la lucidatura.

A seconda del contesto, sinonimi del termine possono quindi essere considerati: scheggiare, rovinare scheggiando, ridurre in sverze, rompersi in schegge, ma anche rinverzare e turare con sverze.