Il termine svescicatura deriva dal verbo transitivo svescicare (a sua volta da vescica, con l’ aggiunta del pref. s- ), termine di uso popolare il cui significato può essere reso con  ‘ustionare’ (‘ustionarsi’ nella forma riflessiva) o, più in genere, ledere a tal punto la pelle (in genere per mezzo di un forte e prolungato attrito) da provocare la formazione di vesciche (es. “La corda della giostra mi ha svescicato una mano”; “Nell’estrarre la teglia dal forno, mi sono svescicato una mano”; “Mi sono svescicato il braccio con l’ olio bollente”). Seppur di raro utilizzo, con il termine svescicatura si intende quindi il risultato dello svescicare (o svescicarsi), ovvero una condizione tale per cui ci si ritrova con una bruciatura, un’ ustione o, più in generale, una lesione caratterizzata dalla presenza di vesciche sulla pelle (ovvero ‘bolle’ ripiene di liquido sieroso).

Esempi di utilizzo del termine sono le frasi: “Il contatto con le ortiche provoca una svescicatura pruriginosa”; “… al fine di prevenire la conseguente s. dell’ epidermide”; “…la s. prodotta dal contatto con l’ acqua bollente”; “A lavoro ultimato, Marco si è reso conto di esseri svescicato entrambe le mani”; “Il prolungato attrito delle corde gli ha provocato un’estesa s. sui polsi”; ecc.