Con il termine sviatore (der. di via, con l’ aggiunta del prefisso s- sottrattivo) ci si riferisce generalmente a ‘colui che svia’; dove per sviare si intende l’ azione di cambiare direzione; deviare; far uscire dalla via o direzione giusta/normale; allontanare (es. “sviare le indagini”; “sviare un discorso”); distrarre qualcuno dalle proprie occupazioni (es. “sviare un giovane dagli studi”); allontanare dalla giusta direzione o dalla retta via; corrompere. La forma sviatore, sebbene non comune, viene quindi utilizzata in senso figurato per descrivere una persona che induce a deviare dalla strada prestabilita: in altre parole, ‘chi/colui il quale induce al male’, nel significato di corruttore, persuasore, tentatore, seduttore, istigatore. Sempre in senso figurato, il termine può altresì essere utilizzato per descrivere una persona abile nello spostare il discorso verso altri argomenti, spec. marginali o meno imbarazzanti, cercando di evitare di rispondere a domande scomode o di affrontare i punti salienti della questione (es. “Paolo è uno sviatore professionista”).

Esempi di utilizzo del termine sono costituiti dalle frasi: “La prima cosa, voi m’ accusaste, come seduttore, e sviatore de’ giovani” (Prose e rime inedite d’ Orazio Rucellai); “ Mario, sviatore di idee, non cercare di confondermi”; “Professor Rossi! Sviatore di giovani menti! Come ha potuto sostenere questo davanti alla classe!?!”; ecc.