L’aggettivo svitato si usa per definire ciò che non è più o non del tutto avvitato, nel senso di ‘fissato da viti’ (es. dado o bullone svitato, lento, allentato). In senso figurato, nel linguaggio famigliare svitato si dice invece di persona che si comporta in modo stravagante, bizzarro, sconclusionato, fuori dal comune: persona svitata (es. “Il mio amico è un po’ svitato, ma proprio per questo gli voglio bene”), probabilmente con riferimento al fatto che in questi casi la testa sembra non essere bene serrata sul collo e quindi poco salda, con significato contrario al detto “una persona con la testa sulle spalle”, ovvero seria, responsabile e posata.

In riferimento a questo secondo significato, sinonimi del termine svitato  possono essere considerati gli aggettivi strano, bizzarro, stravagante, strambo, strampalato, balzano, bislacco, balordo, mattoide, pazzoide, stralunato, squinternato, suonato, balengo, svampito, ecc. Possibili contrari di svitato sono invece: normale, serio, assennato, giudizioso, cauto, oculato, equilibrato, posato, composto, razionale, ecc.

“Lo svitato” è anche il titolo di una commedia uscita nel 1956 e diretta da Carlo Lizzani, incentrata sulle disavventure di Achille (qui interpretato da Dario Fo), ingenuo e stralunato fattorino di stazione desideroso di conquistare il cuore della bella Elena (Giorgia Moll), diventare giornalista  e  sbarcare così il lunario.