Tempi duri per i rapporti di buon vicinato tra Italia e Svizzera. Prima, il bollino anti-frontalieri promosso da un comune del Canton Ticino; poi, una storia che ha dell’incredibile, se non altro perché sembra uscita dalla sceneggiatura di una qualche commedia anni Ottanta, o forse dai Guerrieri della Notte.

Il 26 gennaio scorso, benché la notizia sia uscita solo oggi, due poliziotti comaschi sono stati arrestati in Svizzera, a Coldrerio, dai colleghi elvetici per aver oltrepassato il confine mentre erano all’inseguimento di un veicolo condotto da un uomo di 57 anni, che dopo essere risultato positivo all’alcool test aveva forzato il posto di blocco presso Grandate e quindi si era dato alla macchia oltreconfine. Disarmati e quindi sottoposti all’etilometro (loro!), i due poveri agenti sono stati tradotti in caserma a Lugano e infine interrogati per tre ore, prima di essere scortati al confine e rispediti da dove erano arrivati. Se Dante fosse vissuto ai giorni nostri, non avrebbe saputo concepire una pena del contrappasso più sadica per il poliziotto da spedire all’inferno.

Ma com’è potuta succedere una cosa simile? Naturalmente, ci sono due versioni differenti. Secondo gli italiani, il permesso di espatriare (peraltro non necessario, in casi di incidenti gravi) sarebbe stato regolarmente richiesto presso il Centro di Cooperazione interforze di Chiasso; secondo gli svizzeri, questo permesso non sarebbe mai stato accordato, anzi era stato richiesto un rapporto dettagliato preliminare che i poliziotti italiani non avrebbero fornito (anche perché, sai com’è, non è facile fornire un rapporto mentre si è impegnati in un inseguimento automobilistico). E’ in corso un’indagine da parte del Ministero degli Esteri per stabilire se e in che modo siano state rispettate le procedure.

Una cosa va detta: comunque siano andate le cose, la reazione della polizia elvetica è sembrata quantomeno inopportuna, di quelle che ti aspetti da una gang urbana piuttosto permalosa in materia di territorio, non dalle forze dell’ordine di un paese pacifico persino in tempo di guerra.

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