Gli svizzeri hanno detto no al referendum anti-immigrazione. Quest’ultimo chiedeva di limitare il livello di immigrazione per “motivi ecologici” e secondo le prime stime è stato boccato da circa il 78% dei cittadini svizzeri. Le votazioni, che si sono svolte nelle scorse ore, hanno delineato, di fatto, la volontà delle persone a non ostacolare l’immigrazione.

Con un netto 78% di voti contrari, il referendum per limitare l’immigrazione è stato bocciato da parte degli svizzeri. Non solo l’immigrazione, ma sono stati bocciati anche i referendum sull’abolizione dei forfait fiscali ai ricchi stranieri e quello per aumentare le riserve in oro della Banca centrale. Tutti i testi sono stati respinti nei 26 cantoni e semi-cantoni. Secondo le leggi svizzere, infatti, per essere approvata deve ottenere la maggioranza, sia del popolo che dei cantoni.

All’ottava volta in cui gli svizzeri devono votare sull’immigrazione straniera, ancora una volta, ha prevalso il no. Il referendum anti-immigrazione, infatti, chiedeva di limitare questo fenomeno per “motivi ecologici”, ovvero per evitare la sovrappopolazione e il fenomeno della cementificazione. Il referendum proponeva di limitare allo 0,2% annuo l’aumento della popolazione residente in Svizzera e di promuovere la pianificazione familiare nel quadro della cooperazione allo sviluppo.

Allo stesso tempo, gli svizzeri hanno votato no anche al testo denominato “Basta ai privilegi fiscali dei milionari”, che chiedeva di abolire l’imposizione forfettaria riservata a cittadini stranieri domicialiti in Svizzera. Infine, l’ultima iniziativa era denominata “Salvate l’oro della Svizzera” e chiedeva di centralizzare le riservee auree della Banca nazionale che ad oggi sono depositate all’estero.

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