Il governo svizzero in un progetto di legge accoglie i risultati del referendum sull’immigrazione del 8 febbraio del 2014. Vengono stabiliti tetti massimi e ingressi contingentati per tutti gli stranieri – viene concessa priorità ai lavoratori già presenti nel paese. I limiti numerici non vengono fissati per legge: questo compito viene delegato al governo per preservare gli interessi economici. La mossa rappresenta una sconfessione degli accordi con l’Unione Europea sulla libera circolazione di persone, merci e capitali e probabilmente porterà ad un muro contro muro tra il paese elvetico e la Ue.

Come ha detto Maja Kocijancic – la portavoce dell’Alto rappresentante Ue Federica Mogherini -  l’Ue “non è in grado di rinegoziare accordi con l’obiettivo di introdurre quote o preferenze nazionali per l’immigrazione“. Bruxelles insomma “si aspetta che la Svizzera onori gli obblighi” derivanti dall’accordo di libera circolazione firmato tra le due entità. La portavoce ha concluso il suo intervento dicendo che “l’Ue non ha ricevuto dalle autorità svizzere alcuna richiesta di rinegoziato oltre a quella del luglio 2014 alla quale la precedente Alto rappresentante, Catherine Ashton, ha risposto negativamente“.

L’Unione Europea non può derogare dalla linea dura perché il principio della libera circolazione rappresenta uno dei principi cardine della costruzione europea. Oltre a questo bisogna anche rilevare che una concessione alla Svizzera potrebbe portare essere gravido di conseguenze per la stessa Ue, visto che subito dopo busserebbe alla porta la Gran Bretagna, dove il premier conservatore David Cameron punta a limitare l’immigrazione dal continente.

Molto probabilmente la denuncia degli accordi da parte di Berna porterebbe non solo alla fine della libera circolazione delle persone, ma anche a quella dei capitali ed al mercato comune dell’energia. Il governo svizzero vorrebbe evitare queste conseguenze e per questo la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga ha incontrato il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker per spiegare il punto di vista elvetico – è impossibile non rispettare la volontà popolare. Ma si è trovata davanti ad un netto rifiuto dell’ex-ministro lussemburghese.