[AGGIORNAMENTO ore 16:31] Sono morti in seguito alle ferite e alle ustioni riportate sia l’aggressore che una delle donne coinvolte nel folle gesto, che era stata ricoverata in gravi condizioni. Le forze dell’ordine non escludono alcun movente, ma la pista politica o terroristica sembrano essere poco probabili: l’uomo, la cui casa è stata perquisita dalla polizia, non avrebbe né precedenti né risulterebbe essere un migrante.

Nel pomeriggio di ieri un ventisettenne di nazionalità elvetica armato di coltello ha aggredito sei persone che si trovavano a bordo di un treno che stava attraversando il Canton San Gallo, in Svizzera.

L’uomo, in seguito catturato dalla polizia, avrebbe anche dato fuoco al vagone in cui si trovava con un liquido infiammabile che aveva portato con sé, il tutto mentre il convoglio si trovava nei pressi di Salez.

Al momento non è ancora noto il movente che ha spinto l’uomo all’insano gesto, in quanto il ragazzo si trova in pericolo di vita essendo stato avvolto dalle fiamme che lui stesso aveva appiccato, così come sarebbe in gravi condizioni una delle sue vittime.

Tra queste vi sono un bambino di 6 anni, un ragazzo di 17, tre donne di 17, 34 e 43 anni e un uomo di 50: tutti presentano sia ustioni che ferite da arma da taglio. Una volta fermato il convoglio i feriti sono stati soccorso da tre elicotteri, due medici e tre ambulanze.

L’aggressore ha all’improvviso iniziato a versare il liquido infiammabile e le fiamme si sono velocemente propagate al resto del treno. Come risultato collaterale la linea ferroviaria è stata chiusa al traffico per tutto il pomeriggio di ieri ed è stato allestito un servizio di autobus sostitutivi sulla tratta. I danni provocati al treno si stimano aggirarsi intorno ai 100mila franchi.

La polizia ha aperto un’indagine e al momento esclude la pista terroristica. L’ipotesi più probabile indica che l’uomo sarebbe stato spinto da motivi passionali.