Il termine swag deriva dalla parola scozzese ‘swagger’, utilizzata per descrivere la tipica andatura ondeggiante degli scozzesi tradizionalisti, quelli che indossano il kilt e suonano la cornamusa. La parola inizia a diffondersi negli anni 2000 in seno alla cultura hip-hop, ma è grazie alla canzone “Swag’s Mean” di Justin Bieber che conosce enorme popolarità, entrato stabilmente nello slang dei neri anglofoni e, col tempo, dei teenager di tutto il mondo.

Tradotto in italiano, swag  significherebbe qualcosa come “bottino” o “refurtiva”, che tuttavia ha poco a che fare con l’uso corrente del termine. Swag può essere infatti considerato il moderno sostituto di “cool”, nel senso di “figo”, “brillante”, “giusto” (es. “A very cool person”; “It’s very cool”), identificando quindi una persona, un capo di abbigliamento o, in generale, un oggetto che ha stile.

Negli ultimi anni il termine ha conosciuto enorme diffusione anche lontano dalla realtà  hip-hop: se oggi si legge o si sente quindi esclamare “swag!” è possibile interpretare inequivocabilmente l’espressione come “stiloso!” “figo!”. Avere swag vuol dire propriamente “avere stile”. E’ possibile definire swag non solo un oggetto, un capo d’abbigliamento o accessori quali snapback, anelli e braccialetti vistosi, ma anche il portamento, gli atteggiamenti e i comportamenti di una persona, ovvero quello che con un solo termine potremo chiamare “attitudine”.

Se qualche anno fa per dire ‘è figo!’ o ‘spacchi!’ si usava dunque l’espressione “It’s cool”, oggi diremo “Hey you’ve got swag!”, o più semplicemente “swag!”.  Definiremo di conseguenza swagga l’atteggiamento o attitudine di una persona che si distingue per il proprio stile, quasi ostentato oserei dire, o comunque fuori dal comune, che gli permette di non confondersi con la massa (“I’m loving his swagger!”). Per quanto possa suonare quasi come un insulto, se non se ne conosce il significato, la parola swag viene dunque usata con un’accezione certamente positiva.