Le Fiamme Gialle hanno ottenuto dalle autorità francesi 5.439 nominativi – meno dei 7.000 di cui si è sempre parlato – di contribuenti contenuti nella “lista Falciani“. Su di loro sono stati effettuati 3.276 interventi ispettivi – le altre posizioni non sarebbero state approfondite perché i soggetti indicati non avrebbero effettuato movimentazioni – che hanno portato all’emersione di redditi non dichiarati per oltre 700 milioni di euro – l’evasione fiscale sarebbe stata esattamente pari a 741.755.879 euro, a cui vanno aggiunti 4,5 milioni di euro di Iva.

I conti arrivano dalla stessa Guardia di Finanza, che divulgato anche il fatto che 1.264 tra i soggetti che sono stati controllati hanno opposto l’adesione allo scudo fiscale, per oltre 1,5 miliardi di capitali rimpatriati – esattamente 1.669.075.253 euro. Le attività ispettive di cui vi abbiamo detto hanno portato anche alla denuncia di 190 soggetti perché sospettati di aver compiuto reati tributari ed hanno portato a rintracciare 101 evasori totali. Dei soldi evasi le Fiamme Gialle finora ha riscosso solo una piccola parte: 30 milioni di euro.

Secondo Markus Meinzer, analista dell’organizzazione Tax Justice Network, un gruppo di pressione con sede a Londra, impegnato nella ricerca e l’analisi della fiscalità internazionale, lo Swissleaks rappresenta solo la punta dell’iceberg: “Il problema non riguarda solo la banca Hsbc, ci sono altre banche le cui operazioni illecite non sono ancora state rivelate“. E ancora “quanto è trapelato oggi dall’inchiesta internazionale Swissleaks mostra chiaramente l’esistenza di un problema fondamentale riguardante lo scambio di dati tra i diversi enti finanziari“.

Per l’analista, bisognerebbe sanzionare e le banche e le società che non sono trasparenti. “Ci sono prove evidenti ormai che diversi paesi membri dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), falliscono nel perseguire legalmente gli illeciti finanziari. Sono sempre più frequenti i casi in cui i governi e le amministrazioni non sono capaci di far rispettare la legge, specialmente quando si tratta delle fasce più facoltose e più privilegiate“.