Inutile nasconderlo, senza Hervé Falciani, lo Swissleaks non sarebbe mai esistito. In questi giorni, molti lo considerano come un eroe. Ma è proprio così? Le Monde, con un lungo articolo, aiuta a capire chi è questo personaggio: informatico franco-italiano, è nato il 9 gennaio 1972, e prima di essere stato assunto dalla HSBC Private Bank il 14 marzo 2006, è stato croupier di casinò tra il 1992 ed il 2000. Sposato due volte, è padre di una bambina.

Nell’inchiesta svizzera sul suo conto viene descritto come manipolatore, visto che gli piacciono le donne e a loro racconta di avere una figlia autistica, o di essere un principe. Molte delle sue conquiste arrivano ad un tavolo di poker. In Svizzera, sempre secondo Le Monde, si lega sentimentalmente ad una collega, una trentenne franco-libanese, che si chiama Georgina Mikhael. Per la banca svizzera mette in piedi un sistema chiamato Customer Relationship Management (CRM), che dovrebbe facilitare gli scambi tra la banca ed i suoi clienti. Durante questa attività sarebbe riuscito a  raccogliere tutti i dati che in questi giorni stanno giungendo ai mass media – e che costituiscono il cuore di Swissleaks.

Falciani a Le Monde ha raccontato di non aver fatto tutto da solo. Avrebbe beneficiato di complicità interne per raccogliere tutti i dati che ora ha a sua disposizione. Questa versione però non sembra convincere gli investigatori svizzeri. Bisogna poi aggiungere che in occasione del suo arresto nel gennaio del 2009, la sua versione alla polizia francese sarebbe stata la seguente: i dati in suo possesso sarebbe il risultato di “data mining” – che come recita Wikipedia è l’insieme di tecniche e metodologie che hanno per oggetto l’estrazione di un sapere o di una conoscenza a partire da grandi quantità di dati – e di “back up che aveva fatto nel quadro della sua attività professionale“.

L’unica cosa certa è che all’inizio del 2008 ha i dati di 107.181 persone. Che cosa ci vuole fare? Georgina Mikhael alle autorità svizzere racconta di aver saputo che le intenzioni del suo uomo sarebbero state di monetizzare le informazioni in suo possesso, per “disporre di denaro da dare a sua moglie nel quadro del divorzio“. Prima cerca di vendere questi dati ad altre banche – arriva a spacciarsi per un certo Ruben Al-Chidiack, con tanto di documenti falsi – arrivando a contattare pure degli istituti di credito libanesi insieme alla sua Georgina, poi cambia improvvisamente di prospettiva. Visto che nella primavera del 2008, un impiegato della banca Lgt del Lichtenstein ha venduto al fisco tedesco una lista molto meno completa della sua per cinque milioni di euro, cerca di tirare lo stesso colpo inviando dei messaggi ai servizi segreti della Gran Bretagna e della Germania.

Due iniziative che non portano alcun successo, ma che iniziano a far rizzare le orecchie della giustizia svizzera, che alla fine di dicembre prima arresta Georgina Mikhael e poi cerca di fare lo stesso con lui. Invano. A questo punto lui decide di passare tutto il materiale di cui dispone alla giustizia francese. E inizia il processo che porterà alla pubblicazione dei dati sullo Swissleaks di questi giorni.

Adesso Hervé Falciani vive tra Spagna e Francia sotto protezione. Scrive libri, collabora con il movimento spagnolo Podemos, e ha lavorato per un istituto pubblico francese, l’Institut national de recherche en informatique et en automatique.