Swissleaks, ovvero la lista dei clienti della banca Hsbc sottratta da Hervé Falciani, non contiene proprio tutte quelli che avevano un deposito nell’istituto di credito elevetico. Come racconta il quodiano elvetico Le Temps, una piccola parte dei clienti hanno conservato il loro anonimato, malgrado la peggiore fuga di dati della storia bancaria svizzera. Perché? La ragione è semplice, la loro identità non è mai stata inserita nel sistema informatico della banca. Il loro nome era contenuto solo su fogli di carta chiusi in cassaforte.

Si tratta di poco più di un centinaio di nominativi su 107.181. Esattamente in 130 casi il nome del beneficiario è indicato solo con le iniziali. E’ il caso, ad esempio, del Signor A. S., titolare di un conto con poco più di 2 milioni di dollari. La sua scheda cliente indica il nome della sua società offshore e che era rappresentato dall’avvocato ginevrino Marc Bonnant. I campi dedicati all’identità del beneficiario riportano scritto con lettere maiuscole la seguente formula: “FORM A IN SAFE DG“.

Poche parole che servono per dire che il “formulario A“, il documento sul quale le banche svizzere devono indicare il nome del beneficiario del conto – si trova in una cassaforte sul piano in cui si trova la direzione generale.

Un tempo questi segreti erano conosciuti al massimo da due-tre persone. Ora, con l’introduzione di leggi anti-riciclaggio, le banche sono state costrette ad allargare la cerchia di chi conosce certi dati delicati. Dopo il 2005 non era più possibile aprire normalmente un nuovo conto senza inserire nel sistema informatico il nolme del beneficiario. Solo in casi speciali si poteva derogare da tale principio.

Non sempre questa pratica ha permesso di nascondere l’identità dei correntisti. Nel caso del signor Y., sempre secondo Le Temps, nella sua scheda c’è l’indicazione del suo indirizzo – Rue du Foin -, mentre il signor Z. – cliente con un deposito di 130 milioni di dollari – si può facilmente trovare su Internet, una volta che si digita il suo luogo e data di nascita, due dati riportati sulla scheda cliente.

Questa pratica sarebbe cessata con l’arrivo di un nuovo direttore generale, Alexandre Zeller, cresciuto in Credit Suisse e prodotto di una nuova generazione di banchieri. Ma ormai Hervé Falciani non c’era già più.