Si chiama operazione Swissleaks e porta la firma del network del Washington International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ). Si tratta dello stesso team di giornalismo investigativo che un paio di mesi fa ha diffuso i dati sulle multinazionali con sede lussemburghese che avevano ottenuto condizioni fiscali di favore dall’attuale presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker – ed ex premier del principato.

Questo network di cui fanno parte il quotidiano francese Le Monde, e per l’Italia il settimanale l’Espresso, avrebbe iniziato a lavorare partendo dai documenti raccolti da Hervé Falciani, un funzionario italo-francese di Hsbc, denunciato nel 2008 dalla banca svizzera per aver sottratto delle informazioni, ed arrestato in Costa Azzurra su richiesta delle autorità svizzere. Un autogol per il paese elvetico, visto che il funzionario ha poi iniziato a parlare con i magistrati francesi.

La prima parte dell’indagine è stata anticipata da Le Monde. Il giornale francese ha fatto anche alcuni nomi, come quelli dell’attore francese Gad Elmaleh, compagno di Charlotte, figlia di Carolina di Monaco, del re del Marocco, Mohamed VI, e dell’attore americano John Malkovich.

Nella lista Falciani comparivano anche i nomi di 7.000 italiani. Bisogna anche aggiungere che nel 2010 il governo francese ha già distribuito tale lista anche agli altri paesi europei. L’Inghilterra ha così scoperto che 3.600 dei 5.000 nomi presenti non erano in regola, e ha potuto recuperare 135 milioni di euro di imposte arretrate. La Spagna ha fatto meglio, raccogliendo 220 milioni, mentre Parigi si è fermata a 188. Bisogna rilevare anche l’apertura di diversi ricorsi, perché i dati utilizzati dal fisco dei diversi paesi, derivano comunque da un furto.

Paradossale la situazione della Grecia. I nominativi dati al governo ellenico sono rimasti chiusi in un cassetto fino al 2012, quando la rivista Hot.Doc ha pubblicato i nomi di duemila presunti evasori fiscali. Alla fine però nessuno di loro è andato in prigione. In galera c’è finitosolo il direttore della rivista Kostas Vaxevanis.

i risultati complessivi dell’inchiesta – che riguarderebbe 180,6 miliardi di euro di transazioni che riguarderebbero oltre 100.000 clienti e 20.000 società offshore – dovrebbero essere divulgati domani. Noi vi terremo informati.