Nello spinoso caso Swissleaks, spuntano nuovi nomi nell’elenco dei correntisti della banca Hsbc di Ginevra, arrivato al grande pubblico grazie ad Hervé Falciani. Oltre a Valentino Rossi, Claudio Briatore e lo stilista Valentino Garavani, L’Espresso cita anche i nomi del presidente di Telecom Italia, Giuseppe Recchi, dell’amministratore delegato di Benetton, Eugenio Marco Airoldi, del sondaggista Renato Mannheimer e dell’imprenditore Giulio Malgara. E ancora si parla dell’ex rettore dell’università Bocconi, Luigi Guatri di Giancarlo Giammetti, da decenni stretto collaboratore dello stilista Valentino, e degli eredi di Bruno De Mico, Garavani, anche lui, come già emerso nei giorni scorsi, presente nella lista. La somma record, 606 milioni di dollari (540 milioni di euro), viene però associata agli eredi di Bruno De Mico – che di mestiere faceva il costruttore.

Nella cosiddetta lista Falciani, sempre L’Espresso afferma che ci sarebbero anche gli onorevoli Giorgio Stracquadanio e Giuseppe Civati. Il primo – per chi non lo conosce – è un ex-radicale, passato poi a Forza Italia, morto nel gennaio dell’anno passato. Il suo conto – sempre secondo L’Espresso e considerato vicino a – nel 2007 era in nero per 10,7 milioni di dollari.

Pippo Civati risulterebbe avere la procura su un conto intestato al padre – e sul quale risultava un deposito di 6.589 dollari. Sul tema la famiglia di Stracquadanio non fa dichiarazioni, trincerandosi dietro i no comment, mentre il parlamentare Pd ha spiegato che lui non ha mai “avuto accesso a quel conto, di cui non sapevo proprio niente“. E aggiunge che “solo ora mio padre mi ha spiegato di averlo aperto quando era amministratore e azionista della Redaelli, che aveva fabbriche anche all’estero: c’erano soldi regolarmente dichiarati nei bilanci. Nel 2011 la Finanza ha sottoposto mio padre a una verifica, a cui non è seguita alcuna contestazione. Il conto si è estinto nel 2011 per effetto delle spese bancarie, senza che dal 1998 sia mai stato effettuato alcun versamento o prelievo“.

Come abbiamo già scritto, i nominativi italiani presenti nella lista Falciani sono arrivati alle Fiamme Gialle che indagano al caso Swissleaks e che hanno poi provveduto a controllare 3.276 cittadini italiani citati in tale elenco, contestando loro un’evasione fiscale per 741 milioni di euro.