L’omicida di Maria Luisa Fassi, la tabaccaia assassinata nel suo negozio di Asti lo scorso 4 luglio, ha finalmente un nome ed un volto. Si tratta di Pasqualino Folletto, un italiano incensurato e padre di 3 figlie – una di loro soffre di una rara malattia genetica – con un lavoro come magazziniere.

L’uomo avrebbe già confessato il delitto ed avrebbe detto che si sarebbe trattato di un tentativo di rapina finita male. Lui voleva i soldi, lei ha urlato e l’assassino ha perso la testa sferrando 45 coltellate – per questo all’inizio l’ipotesi della rapina era stata scartata.

A quanto sembra l’uomo aveva un lavoro regolare ma avrebbe problemi di gioco, mentre secondo un amico di Pasqualino Folletto, il reo confesso non avrebbe problemi con il gioco d’azzardo “qualche gratta vinci ogni tanto, ma nulla di più. Una volta aveva vinto 500 euro e aveva fatto i salti di gioia“.

La rapina alla tabaccheria avrebbe fruttato 800 euro che Folletto avrebbe utilizzato per fare la spesa al supermercato – il reo confesso avrebbe lasciato nella tabaccheria almeno 4.500 euro. Come sono arrivati a Pasqualino Folletto? Il primo passo è stato quello di stabilire chi era passato quella mattina nei luoghi dov’è avvenuto l’omicidio. L’esame delle telecamere di negozi, banche ed abitazioni delle aveva permesso di individuare circa 400 persone. Molti sono stati esclusi dall’autopsia del medico legale Rita Celli che ha stabilito che, in base all’angolazione delle coltellate, doveva avere un’altezza compresa tra 165 e 170 centimetri.

Alla fine si è arrivati a Pasqualino Folletto attraverso il “meticoloso incrocio di numerosi elementi investigativi: immagini estratte dalle telecamere cittadine, attività tecniche e di sorveglianza dinamica nonché numerosissime escussioni testimoniali“.