Guerra tra Regioni e Governo in merito a possibili tagli alla sanità. E se da Palazzo Chigi arrivano rassicurazioni in merito (sì all’eliminazione degli sprechi, no ai tagli), la Conferenza delle Regioni, presieduta da Sergio Chiamparino, alza la voce e non ci sta.

Chiamparino ha ricordato che il Governo ha siglato con le Regioni un patto d’onore sulla sanità, che ha impegnato entrambe le parti a scrivere, entro il 31 dicembre 2014, piani di riordino dei servizi sanitari e ha previsto un fondo da 109 miliardi di euro, con un aumento dunque di circa 2 miliardi e mezzo in più all’anno per il biennio 2015/2016. Le Regioni temono che il Governo non voglia rispettare l’accordo siglato in quell’occasione e precisano che qualora dovesse rompersi il patto, verrebbe scalfito anche il rapporto di fiducia e di collaborazione che invece i governatori regionali vogliono portare avanti.

Tra i più decisi nel sostenere questa posizione, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, che dichiara: “Provino a tagliare un solo euro alla sanità veneta e mi troveranno personalmente steso di traverso sulla strada che vogliono percorrere di distruzione della sanità in Italia, in particolare dove, come in Veneto, ogni euro risparmiabile è già stato risparmiato senza aspettare i superesperti di turno. Qui da noi ridurre ancora la spesa equivarrebbe inevitabilmente a tagliare l’assistenza agli utenti. Ci pensino bene, prima che possa mettersi in moto una vera rivolta“.

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