Giorgio NapolitanoMatteo Renzi uniti contro gli sprechi. E così, mentre il capo dello Stato taglia il budget del Colle, restituendo in pratica quattro milioni di euro al Tesoro, il premier mette il limite degli stipendi a 240 mila euro ai dipendenti di Camera e Senato. E poi twitta contro i critici: “Non mi stupiscono privilegiati che contestano norma su tetto 240 mila euro. Mi stupiscono le opposizioni che si schierano con loro #madovevivono”.

Il limite di 240 mila euro è stato istituito dal dl Irpef che riguarda la Pubblica amministrazione e questa cosa non è andata giù ai lavoratori delle due Camere, appoggiati anche da qualche politico. Da qui, la presa di posizione del presidente del Consiglio. Netta. E prossimamente dovrebbero venir tagliati, proporzionalmente, anche gli stipendi di commessi, segretari e documentaristi. I lavoratori di Montecitorio, alla fine della riunione dell’ok alle linee guida sui tetti salariali, hanno fatto sentire il loro dissenso con applausi polemici e urla contro i membri dell’Ufficio di presidenza e la stessa presidente della Camera, Laura Boldrini.

Quest’ultima ha difeso a spada tratta la decisione assunta: “Il Paese reale è un altro. I lavoratori accettino con responsabilità e consapevolezza il taglio”. Il tetto agli stipendi sarà attivo da inizio 2015 per dare “un contribuito al risanamento dei conti dello Stato”. Il tetto è passato alla Camera con il no di Fratelli d’Italia e l’astensione della Lega. La vicepresidente della Camera, Marina Sereni, ha spiegato: “Chi al momento ha uno stipendio inferiore al tetto, vedrà fermarsene la crescita al raggiungimento di quella cifra. Chi, invece, lo supera, subirà una riduzione straordinaria tra il 2014 e il 2017, fino al raggiungimento del proprio tetto retributivo di riferimento”.

I dipendenti di Montecitorio, oltre che con applausi e urla, hanno deciso di protestare anche con un presidio nel corridoio davanti alla biblioteca, dove era in corso la riunione. Quindi, hanno partecipato a un’assemblea.  Alla fine del vertice, le urla “Bravi, Bravi, Bis”. E “Grazie”. Come detto, non solo da commessi e segretari, ma anche da alcuni consiglieri. Ora c’è chi si aspetta una corsa alla pensione da parte di chi supera il tetto.