Svolta storica a Taiwan. Tsai Ing-wen, la 59enne leader dell’opposizione filo-indipendentista rappresentata dal Partito Democratico Progressista, è stata eletta presidente di Taiwan. Si tratta ufficialmente della prima donna al potere in una nazione di lingua cinese. Il candidato sfidante, Eric Chu, del Partito nazionalista del Kuomintang (Kmt) del presidente uscente Ma Ying-jeou, ha ammesso la sconfitta.

Le urne sono state ufficialmente chiuse alle ore 16 (le 9:00 ora italiana) e già dai primi sondaggi la Tsai risultava in vantaggio con oltre il 50% dei voti.I conteggi sono ancora in corso ma, secondo i dati forniti dai media locali, Tsai ha ottenuto il 60% delle preferenze, a fronte del 30% di Eric Chu, il candidato del Kmt. ”Mi dispiace. Abbiamo perso. Il Kmt ha subito una sconfitta elettorale. Non abbiamo lavorato abbastanza e abbiamo deluso i nostri elettori”, ha dichiarato il candidato sconfitto che si è dimesso dalla leadership del partito che, per la prima volta, ha perso anche la maggioranza in Parlamento.

La neo presidente nel quartier generale del Partito democratico progressista ha dichiarato: “Il nostro sistema democratico, la nostra identità nazionale e la nostra integrità territoriale devono essere rispettati se non si vuole deteriorare la stabilità delle relazioni fra i nostri due Paesi”. Tsai Ing-wen, giurista, 59 anni, era favorita nei sondaggi dopo i due mandati di Ma e la stagnazione economica in cui si trova il Paese.

A dividere i due principali partiti sono le relazioni con Pechino: il Kmt è infatti favorevole a contatti più stretti, mentre il Dpp al consolidamento dell’indipendenza. Dopo la vittoria della candidata del Partito Democratico Progressista in Cina è già censura: il nome di Tsai Ing-Wen è stato censurato su Weibo, il principale social network della Cina. Pechino tenta infatti di limitare la copertura mediatica di queste elezioni e le discussioni online.