Sono otto le persone arrestate dai carabinieri del comando provinciale di Torino per un caso di corruzione legate ad alcune tangenti pagate per ottenere in modo illecito dei certificati antincendio.

Tra questi otto, dislocati anche a Milano e Roma, ci sarebbero anche tre funzionari dei vigili del fuoco (ovvero Giovanni Amendolagine, Pasquale Boggeri e Nazzareno Feliciani, molto noti nel settore), che erano soliti mettersi in tasca cifre importanti per rilasciare i certificati a imprenditori e professionisti. Si indaga anche su un quarto vigile del fuoco di Milano, nella casa del quale è in corso una perquisizione.

L’accusa che dovranno sostenere è quella di corruzione, come da richiesta della procura dopo un’indagine coordinata dal pm Giancarlo Avenati Bassi, che aveva preso il via dalla scoperta di un certo numero di autorizzazioni elargite in modo anomalo.

Dalle dichiarazioni dei responsabili dell’operazione gli episodi finora documentati potrebbero far parte di un sistema più ampio, per contrastare il quale è necessario anche il coinvolgimento dei cittadini, i quali sono invitati a segnalare qualsiasi situazione eccezionale riscontrata in questo campo.

I carabinieri sono riusciti ad arrivare alla chiusura delle indagini, avviate nel 2014, anche grazie alle riprese nascoste degli scambi di denaro. Il metodo utilizzato dai vigili del fuoco coinvolti sarebbe stato molto semplice: inizialmente avrebbero prospettato adeguamenti alle norme dell’impianto antincendio con un costo molto elevato, per poter più facilmente chiedere il loro compenso illecito in cambio del favore.