Continuano le indagini della Guardia di Finanza relativamente all’operazione “Dama nera” che concerne imprenditore e funzionari dell’Anas coinvolti in un giro di tangenti su appalti truccati.

Attivi sin dalle prima di oggi i finanzieri del comando provinciale di Roma hanno portato a termine 19 ordinanze di custodia cautelare dirette a dirigenti e lavoratori di Anas Spa, nonché di imprenditore che gestiscono aziende appaltatrici e anche un avvocato. Pare che nell’operazione sia coinvolto anche un parlamentare dell’attuale legislatura.

Sono in corso più di 50 perquisizioni, che vedono impegnati più di 250 uomini delle Fiamme Gialle, e nel frattempo sono già stati sequestrate disponibilità finanziarie per oltre 800mila euro. Ulteriori perquisizioni di queste ultime ore hanno poi portato ad altri sequestri per una somma totale di altri 250mila euro.

Il nulla osta al provvedimento cautelare è stato dato sulla scorta di elementi di reità acquisiti nel corso delle indagini condotte dalla Procura di Roma. I reati che vengono contestati ai funzionari di Anas, praticamente già tutti allontanati dall’azienda, sono corruzione per l’esercizio della funzione e per atto contrario ai doveri d’ufficio, turbata libertà degli incanti, autoriciclaggio, favoreggiamento personale e truffa.

Il blitz della Guardia di Finanza ha poi avuto come risultato ulteriore l’iscrizione nel registro degli indagati di 36 persone, a seguito della segnalazione di nuovi episodi di corruzione legate a gare d’appalto concordate. Tra le attività svolte c’erano poi la velocizzazione del processo di erogazione dei pagamenti, lo sbocco dei contenzioni in sospeso e l’agevolazione nell’ottenimento di fondi accresciuti illegalmente.

L’operazione di oggi non è che la seconda parte dell’analoga indagine partita a ottobre del 2015, quando al centro delle attenzioni della Guardia di Finanza si trovò Antonella Accroglianò, per l’appunto denominata “la dama nera”: proprio a partire dalle sue dichiarazioni in fase di interrogatorio che gli agenti del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma hanno eseguito gli arresti di oggi.

Da quanto appreso dai diretti interessati il deputato dell’attuale legislatura coinvolto nelle indagini sarebbe Marco Martinelli, 53 anni, parlamentare di centrodestra, cui oggi è stato notificato un avviso di garanzia. Martinelli è stato eletto nel 2013 dopo essersi presentato con il Popolo delle Libertà e dal 2014 è membro della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati. Il suo ruolo sarebbe stato di lieve entità, in quanto degli 800mila euro delle operazioni al centro dell’inchiesta Martinelli sarebbe responsabile di traffici per “soli” 10mila euro.

A Martinelli in particolare viene addebitato il reato di turbativa d’asta e corruzione, avendo egli fatto da intermediario con il costruttore Ricciardello, già ai domiciliari, in merito ad appalti in Sicilia, e chiedendo l’intercessione anche dell’ex ministro Matteoli. Nell’operazione è poi intervenuta anche la Accroglianò, le cui rivelazioni hanno dato il via alla nuova tranche delle indagini.