Torna in libertà il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, cui il giudice per le indagini preliminari ha concesso la revoca degli arresti in seguito al suo coinvolgimento nelle tangenti per il Mose. Nonostante sia tornato in libertà però, Orsoni resta indagato nella vicenda e attraverso l’ausilio de i suoi legali, ha concordato un patteggiamento di quattro mesi con i pubblici ministeri che si stanno occupando dell’inchiesta. La richiesta di patteggiamento dovrà essere ora valutata dal giudice dell’udienza preliminare, che dovrà accertarne la congruità.

Orsoni, che è stato indagato per finanziamenti illeciti, torna sindaco a tutti gli effetti, dopo che la carica gli era stato sospesa in seguito agli arresti (procedura prevista dalla recente legge Severino). Accusato di aver intascato illecitamente alcuni finanziamenti, Orsoni si è giustificato così: “Non aver mai immaginato che venissero utilizzati sistemi illeciti per la sua campagna elettorale nel 2010. A ricevere il denaro era il mio mandatario e non potevo sapere che i fondi fossero illeciti né come le aziende del Cvn reperissero quel denaro“.

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