Un’indagine del nucleo di polizia tributaria di Venezia ha portato alla scoperta di un presunto giro di tangenti e si è conclusa con l’arresto di sedici persone. Quattordici di queste sono attualmente in carcere mentre per due sono scattati i domiciliari. Ad essere coinvolti nel presunto giro di tangenti, nello specifico, sei imprenditori, tre funzionari dell’Agenzia delle Entrate, due ufficiali della Guardia di Finanza, un appartenente alla Commissione Tributaria Regionale per il Veneto, due dirigenti di un’azienda assicuratrice e due commercialisti.

Le sedici persone coinvolte nell’inchiesta si sarebbero macchiati, con ruoli diversi, del reato di corruzione, commesso con lo scopo di sgonfiare l’importo delle imposte che alcune aziende dovevano al Fisco, essendo, tra l’altro, già sottoposte ad accertamenti e verifiche fiscali.

L’indagine sul presunto giro di tangenti per evadere le imposte sarebbe stato scoperto collateralmente ad altra inchiesta, ossia quella che riguarda il Mose. La cifra coinvolta, da quanto risulterebbe agli inquirenti, si aggirerebbe attorno ai 140 mila euro, ossia il totale delle presunte tangenti che in varie tranches sarebbero state pagate tra il mese di settembre 2016 e il mese di maggio 2017. In cambio di tali somme, i funzionari dell’Agenzia delle Entrate avrebbero assicurato una riduzione dell’80 per cento delle imposte che tre società avrebbero dovuto versare al Fisco. La somma totale da pagare al Fisco sarebbe così passata dagli iniziali 41 milioni di euro agli 8 che sarebbero stati sborsati alla fine.

Gli episodi di corruzione, insomma, sarebbero più di uno. Da quanto sarebbe risultato dalle indagini, ad esempio, un commercialista di Chioggia avrebbe offerto 50 mila euro a due funzionari, in modo tale da accomodare un accertamento tributario relativo ad un’impresa della zona.