Una volta si veniva in Italia per il suo clima, il suo cibo, la sua storia e le bellezze architettoniche. Non che oggi non si faccia, sia ben chiaro: di turisti stranieri in giro per le città italiane ne vediamo di continuo. Dai tedeschi ai giapponesi, passando per americani, russi e via discorrendo. Ma… perché alla fine c’è sempre un “ma”, quel qualcosa che, in un modo o nell’altro, ti deve permettere di fermarti e cercare di ragionare.

La notizia di stamattina ha lasciato ancora una volta di stucco: la Guardia di Finanza di Venezia ha arrestato 35 persone, nell’abito di un’inchiesta su presunte tangenti legati agli appalti per la costruzione del Mose, il sistema di dighe mobili che dovrà proteggere la città lagunare dall’acqua alta. Ecco, ci risiamo: lo scandalo Expo è ancora lì che viaggia nei nostri pensieri che subito ce ne appioppano un altro. A questo punto viene quasi da chiedersi se non sia normale pagare le tangenti in questo paese per poter andare avanti: possibile che la “mazzetta” sia ormai indispensabile per poter avere appalti di una certa natura? Possibile che il “favore” sia l’unica strada percorribile?

Al di là dello schieramento politico (alla fine, a conti fatti, pare non si salvi quasi nessuno…) rimango schifato da questo produrre malaffare in continuazione. Il privilegio, il vantaggio. Ma cosa esiste a fare la legge allora? Ok, abbiamo il problema che le carceri sono sovraffollate, ma non sarebbe il caso di mettere la parola fine a questo schifo? Senza considerare che, tra gli indagati, c’è anche Giancarlo Galan, politico italiano, già Presidente della Regione Veneto, Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali dal 2010 al 2011 e Ministro per i Beni e le Attività Culturali nel Governo Berlusconi IV. Essendo un parlamentare, per lui servirà che il Parlamento si esprima quanto prima per dare l’autorizzazione a procedere all’arresto. Altra cosa assurda di un paese guidato da gente assurda.