Al Taormina Film Fest quest’anno non c’è stato spazio solo per i film, ma anche per tutta quella macchina che sta dietro alla pellicola finita.

Il mestiere del cinema non è fatto di tentativi, ma di scuola e di apprendimento costante, questo è il messaggio che arriva da Tommaso Strinati, il Coordinatore del Centro di Cinematografia di Palermo, che ha raccontato al campus del Taormina Film Fest cosa significhi essere studente della scuola di cinema dalla quale, secondo alcuni giornalisti, usciranno dodici allievi che potrebbero essere dei futuri Tornatore.

“Questa scuola l’abbiamo immaginata molto militante altrimenti non l’avremmo chiamata così. Abbiamo cercato di distanziarci dalla scuola di cinema di Roma. Da noi, nei 3 anni di corsi con frequenza obbligatoria, non si può fare altro, non si può lavorare”.

Molto è dunque l’impegno richiesto agli studenti che però in questi anni hanno già relizzato 20 documentari e 10 saggi.

“Insegnare cinema documentario è una cosa complessa, molto piu’ complicata di quanto si possa pensare. Gli allievi, infatti, devono fare i conti con sé stessi e con la realtà che li circonda. Io insegno ad amare il cinema e a relazionarsi con il cinema. A me piace lavorare sul campo, i ragazzi lo sanno benissimo, spero di averli accompagnati in parte in un discorso di consapevolezza”, queste invece le parole della regista Costanza Quatriglio che ogni hanno accompagna i ragazzi in questo percorso di studi.